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Alejandro Jodorowsky
“PSICOMAGIA Una terapia panica”
Ed.Universale economica Feltrinelli 1995
In questo libro Jodorowsky viene intervistato dall’amico Gill Farcet sulla pratica della psicomagia, che, semplificando per introdurre l’argomento, si potrebbe definire un modo per vivere meglio, risolvendo ben definiti problemi personali.
La terapia panica del titolo fa riferimento al “movimento panico” (etimologia derivata dal dio Pan), da cui nasce la teoria che nulla nel mondo avvenga per caso ma in base ad un destino, che si può leggere indagando il proprio inconscio, anche grazie a simboli archetipici come i tarocchi, che non vengono qui utilizzati per predire il futuro (e quindi in qualche modo influenzarlo) ma vengono interpretati.
L’autore di “Psicomagia” è una persona assolutamente fuori dal comune, dotato di un’energia inesauribile.
E’ fondatore di una compagnia teatrale a Parigi, il “Cabaret Mystique”, regista cinematografico (“El topo”, “La montagna incantata”), sceneggiatore, scrittore, fumettista, esperto nella lettura di tarocchi consultato da artisti di tutto il mondo e…“psicomago”.
Un personaggio affascinante e magnetico, di cui l’amico Gilles dice “…. In lui tutto è folgorante” e comincia col raccontare un episodio che li vede protagonisti.
I due amici vengono invitati come auditori alla conferenza di un certo dottor Woestland, autore di best-sellers medico-esoterici,; Jodo ne diventa per un equivoco il relatore, entusiasmando e conquistando il pubblico, a cui impartisce consigli illuminati, sfoderando una stupefacente capacità nel comprendere con immediatezza le persone.
Il libro è diviso in capitoli dai titoli suggestivi, tra cui “L’atto poetico”, “L’atto onirico”, L’atto magico” .
Entriamo nel suo mondo magico, dove è importante sognare, saper indirizzare i propri sogni, fare sogni lucidi, nei quali agire e da usare per sciogliere alcuni nodi della nostra vita.
Vengono raccontati da Jodorowsky alcuni dei suoi fantastici sogni e pare di trovarsi in un quadro di Magritte, denso di simboli inconsci oppure in un visionario film di Lynch.
A questi sogni segue sempre un’informazione utile, qualcosa che cambia situazioni pratiche o modi di vedere ed agire.
Per dare un’idea di quanto venga considerato importante il sogno nella vita, cito le tipologie di sogno che vengono illustrate nel capitolo “L’atto onirico”:
Egli pare sempre e comunque affrontare la vita in modo positivo, convinto che se noi veramente desideriamo una cosa e non ci poniamo limiti, questa cosa prima o poi accade, che si possa ”… calamitare il positivo della vita e che la vita corrisponde all’idea che te ne sei fatta”.
Un altro suggerimento che viene spesso ribadito è quello di smettere di combattere ciò che ci fa paura, perché in questo modo la cosa perde il proprio potere di spaventarci.
Una larga parte del testo è dedicata alla guaritrice messicana Pachita, di cui Alejandro è stato assistente.
Vengono raccontati diversi episodi di guarigioni, mediante atti e riti che possono sicuramente essere definiti “psicomagici” (offrire ad un certo numero di persone anziane delle arance per esempio) e attraverso operazioni di cui non si riesce a capire la reale concretezza, sebbene la sensazione degli “operati” sia di dolore fisico e la conseguenza sia la guarigione anche da problemi fisici piuttosto gravi.
Anche Jodorowsky e l’ex moglie (che per un periodo lo affianca nell’apprendistato) vedono con i propri occhi il sangue sgorgare, i coltelli tagliare la carne. E lo stesso Jodorowsky beneficia delle sue cure per un grave male.
Pachita si muove nel contesto di un Messico povero e rurale e si presenta come una malandata vecchia che viene posseduta da uno spirito, che chiama il fratellino, che attraverso lei compie questi prodigi, per i quali non chiede ricompense, che comunque arrivano da parte di chi si è visto salvata la vita o cambiato il destino. Tutto questo a patto di credere che il cambiamento sia possibile e di fidarsi della guaritrice.
Infine Jodorowsky narra di come ha trattato i problemi che alcuni “pazienti” o amici gli hanno sottoposto. Il filo rosso che li unisce è la prescrizione di atti che apparentemente poco o nulla hanno a che fare con quanto si intende risolvere e che pure sortiscono sempre un risultato positivo, se eseguiti correttamente e con fiducia.
Jodorowsky prende in prestito dal mondo onirico simboli per tramutarli in azioni che possano parlare direttamente all’inconscio dell’individuo e risolverne con estrema efficacia i problemi.
Egli considera ricompensa della propria consulenza, una lettera che gli deve essere scritta ad atto compiuto e che comprende la descrizione di quanto richiesto e dei risultati ottenuti.
Altro presupposto essenziale perché la psicomagia sia efficace è che non venga richiesto compenso per praticarla.
Ad oggi l’unica persona in grado di praticarla efficacemente è Alejandro Jodorowsky.
Alesando Jodorowsky nasce il 7 febbraio 1929 in Cile da una famiglia ebrea di origini russe. Nel ’42 si trasferisce nella capitale Santiago per frequentare l’università (filosofia e psicologia), lavorando nel contempo come clown in un circo. Nel ’55 si trasferisce a Parigi dove prende lezioni di mimo da Marcel Marceau ed inizia la sua multiforme carriera.
La bibliografia e la filmografia possono essere facilmente trovate su internet, così come ulteriori approfondimenti.
Michela Spano
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